• Istituto di BioQuantica

COSCIENZA BIOQUANTICA

di Valerio Sgalambro


I momenti che stiamo valicando sono veramente complicati. Il vecchio sistema di concepire il mondo si sta torpidamente dissolvendo e un'altra concezione del mondo e del senso della vita non ancora ben definita si sta facendo lentamente strada.

La maggior parte delle persone avverte uno stato di paura e di insicurezza perché non ha più punti di riferimento e spesso precipita nella confusione e quindi nella malattia. Le forze di conservazione agiscono tenendo le persone ancorate ai vecchi modelli di vita e, sebbene siamo tutti consapevoli che non funzionano più e che non potranno mai essere ripristinati, ci accaniamo a mantenere in vita questi simulacri pseudoculturali incancreniti e vetusti. Fortunatamente sempre più persone stanno prendendo coscienza che è veramente una benedizione e una grande opportunità che le vecchie certezze politiche, religiose, familiari, economiche, culturali e scientifiche cominciano a vacillare rovinosamente. Molti ricercatori già riescono a comprendere che i vecchi paradigmi deterministici si stanno dissolvendo come neve al sole per lasciare spazio a una visione della realtà più ampia, libera e compartecipata dove ciascuno diverrà responsabile di se stesso, unito alla collettività e, a processo di cambiamento avvenuto, marcerà all’unisono verso un mondo più integrato e forse realmente in pace. Ormai non è più possibile mantenere i vecchi privilegi inalienabili, basati sulla forza del potere, arroganza, divisione, corruzione e collusione di autorità: è tempo di riconciliazione e di redenzione. Occorre prepararsi a vivere una “tenera rivoluzione sociale”, quella dei cuori che comunicano tra di loro senza vincoli, semplicemente perché appartenenti alla stessa natura, quella umana e quindi divina. Una visione olistica fondata sulla “verità quantica” e unitaria nascerà all’insegna dell’Amore inteso come libertà e responsabilità. Lo sviluppo globale di coscienza lascerà a ognuno la possibilità di vivere nella verità con la consapevolezza assoluta di essere creatori della propria realtà, svincolati dal senso di colpa e dal pregiudizio, dove la Bellezza sarà la stella cometa che ci indicherà il modo di vivere in unione tra cielo e terra in un unico battito di cuore, quello della concordia. La paura perderà sempre più egemonia nel gestire e controllare il mondo esterno, la nostra anima vivrà dilatata nel presente eterno. Nella misura in cui siamo in grado di vivere il nostro potenziale interiore, difficilmente sentiremo il bisogno di imporre il potere sull’altro. La conoscenza di sé ci consentirà di essere padroni di noi stessi e quindi finalmente liberi. In questa nuova visione del vivere non ci sarà più bisogno di terapia, ma di accoglienza, di possibilità di essere e di abitare il cambiamento interiore in perfetta sincronicità con l’ambiente. Con l’ampliamento della coscienza collettiva non ci sarà più spazio per l’imprevisto o per l’incidente, tutto quello che succede dentro di noi, saremo noi a farlo accadere in perfetta risonanza con le linee del piano evolutivo. Nelle scuole finalmente si lasceranno liberi i bambini, liberi di riscoprire la loro reale e più intima natura, la loro anima potrà esprimere la voce del silenzio che arriva da una consapevolezza spirituale incontaminata dalle forze di sottomissione e controllo. Questa voce portata al mondo dal vento, parlerà dal soffio del “deserto” di conoscenze infinite, poiché l’anima sa, è la mente che deve fare l’esperienza del conoscere. Gli insegnanti concepiranno che non c’è nulla da capire comprendere, portare a sé per escludere agli altri, che la conoscenza non si può possedere, ma si può solamente vivere lasciandosi genuinamente possedere da essa. Il vero sapere non si può trasmettere tanto meno spiegare, poiché non è, non è stato e mai potrà essere contenuto nelle pieghe della conoscenza. La “competenza” diventerà “con-potenza”, un potere comune e compartecipato che nasce dall’esperienza incontaminata dal pregiudizio. L’unico potere che sopravvivrà è il potere personale inteso come uno stato dell’essere che ha a che vedere con lo stare, col rimanere imperturbabile di fronte alle situazioni esterne che via via si possono presentare. Una capacità di dimorare nel centro, nella zona più intima del proprio cuore, con un’ampiezza di essere presenti a se stessi e di essere padroni della propria abitazioneinteriore, delle porte che ci collegano con il mondo di dentro e quello di fuori; essere cioè responsabili del meccanismo di apertura e chiusura di questi valichi. L’esercizio del potere diverrà la massima espressione della propria fragilità, il solo modo per nascondere le proprie paure, l’insicurezza di esistere. La responsabilità di transitare tra i mondi ci consentirà di uscire dai dispositivi limitanti che regolano il nostro comportamento coercitivo obbligandoci a reagire in modo automatico all’esterno piuttosto che rispondere. La “compartizione” diverrà una “comunione permanente” poiché non ci saranno parti ma singolarità che si riconosceranno nella loro smagliante totalità apodittica. Il primo contesto dove le forze del cambiamento inizieranno a destabilizzare il vecchio assetto riguarderà le relazioni di lavoro. All’interno delle aziende le dinamiche si acuiranno sempre più fino a raggiungere l’esplosione, poiché i partner saranno vincolati da ruoli rigidi e gerarchicamente prestabiliti che esaspereranno la connessione bisogno/paura. Attualmente il “datore di lavoro” è considerato il detentore del Potere, poiché procura e assicura la possibilità di sussistenza/sopravvivenza. Il dipendente è appunto chi dipendendo, deve necessariamente “sotto-stare”, stare sotto la volontà dell’altro. Un rapporto simile esisteva nell’antichità quando, il popolo vincente per dominare l'altro, lo assoggettava al proprio potere rendendone schiave le persone. Oggi sono cambiati i termini e le nomenclature, ma la sostanza è rimasta invariata: per otto ore il giorno il dipendente vive una situazione di schiavitù consenziente poiché dominato dalla volontà del suo superiore. Il principale motivo di affaticamento nei luoghi di lavoro è indubbiamente costituito dalla continua tensione che si esercita al proprio sentire personale per adeguarsi al sentire e alla volontà dell’altro e alla produzione incessante di armamentari strategici di sopravvivenza. Gli equipaggiamenti per sopravvivere allo stress trovano equilibrio con i corredi manipolatori attuati da parte del sovrastante in un naturale processo di produzione/ricompensa e sfruttamento/gratificazione. Uno sbilanciamento anche parziale di questa dinamica di antropofagia volitiva conduce da una parte l’avamposto di una profonda crisi delle risorse personali o Mobbing (o Bossing qualora si tratti di situazioni istituzionali), mentre dall’altra, il diretto superiore s’indirizza verso la sindrome da Burn-out.

In una società che si muove verso un’ecologia dei rapporti interpersonali, ogni persona dovrebbe essere libera di vivere la propria creatività in un rapporto alla pari, in cui non esistono gerarchie e “con-tratti”, ristretti assieme, ma delle “co-dilatazioni”, estendersi assieme nelle reciproche possibilità delle” co-ampiezze.”

Un’educazione nuova che sappia essere “multi-formante” o pluri-formante, capace di apprezzare e valorizzare le diversità attitudinali e, privilegiando le singole vocazioni, porterebbe ad avere leader sempre meno idrofobi e dipendenti sempre meno “dipendenti”. Un’utopia che troverebbe immediata realizzazione semplicemente cambiando l’attuale sistema paradigmatico solamente ripristinando la perduta sovranità personale. Ogni essere andrebbe incoraggiato a vivere ed esprimere la propria irriducibile e inalienabile unicità piuttosto che essere schiacciato laconicamente dall’imperdonabile rullo compressore “uni-formante”.

Realizzare il proprio potere personale significa quindi soggiornare permanentemente nella vastità del proprio cuore rimanendo contemporaneamente in connessione con il cuore dell’altro nella centralità degli Universi Possibili.

A questo punto è importante rendersi conto che i vecchi giochi di potere non potranno più funzionale, non sarà più concepibile la subordinazione facendo leva sulla scorsa paura di sopravvivenza. I rapporti di ruolo diverranno del tutto improponibili: occorre pensare fin da subito a una nuova leadership che sappia veramente essere partecipativa. Se tutti siamo sovrani non esiteranno più sudditi, i rapporti dovranno essere necessariamente paritetici, la “devozione” diverrà una reciproca “dedizione” all’altro. Le anime di oggi si renderanno sempre più conto di questa forma di ipocrisia assunta e condivisa e non la tollereranno più. E’ come se in una stanza rimasta al chiuso per troppo tempo si fosse accumulata tanta polvere e ora che sono state aperte le finestre e la luce da fuori ha evidenziato la polvere accumulata. Non resta che pulire la stanza dai ricordi, dai traumi e dalle esperienze del passato, soprattutto da quei legami affettivi che ci hanno condizionato in modo negativo; è proprio questo che sta accadendo sia a livello individuale sia planetario. I sistemi politici attuali cercano di resistere come possono, ma alla lunga dovranno adeguarsi all’evidenza. La fase di cambiamento causerà episodi transitori di angosce incomprensibili, sia fisici sia metafisici, insonnia e disturbi di ogni tipo, cui la medicina non saprà più rispondere, se non con diagnosi esitanti e metodi di cura che ad oggi addormentano la coscienza con l’uso di farmaci. Persino il codice genetico del DNA, nascondendo le informazioni che hanno creato il nostro corpo fisico, muove le indicazioni del proprio mondo interiore, giacché l’informazione cellulare sta cercando di adeguarsi alle nuove frequenze vibratorie. È opportuno ricordare, a livello delle energie sottili, che solo una coppia di spirali è incarnata nel mondo fisico e, ben dieci coesistono a livello di energie sottili, in attesa di rivelarsi in tempi futuri ancora molto lontani. Tra questi ci sarà la spirale dell’androginia, cui l’essere umano è destinato. La trasformazione dell’ego nell’io superiore, altrimenti descritto come Sé spirituale, si raggiunge quando l’elemento femminile e quello maschile si fondono e, il corpo calloso, che divide l’emisfero sinistro razionale del cervello da quello destro femminile intuitivo, si scioglie, favorendo la comunicazione dei due emisferi. Nasce l’individuo androgino. Il processo evolutivo rappresenta l’unione degli opposti, come evidenziato dalla cultura taoista cinese, in cui male e bene si fondono in un’unica realtà. L’inizio del processo parte da una coscienza smembrata, per essere ritrovata nell’unione androgina. Tesi e antitesi sono due espressioni logiche in cui gli opposti si equivalgono fino alla sintesi che rappresenta una nuova creazione del pensiero. Questo importante concetto fu indicato nell’antico Egitto da Ermete Trismegisto nella celebre locuzione: “come in alto così in basso”, è presente oggi nelle forme più elevate della soggettività. Vale a dire che le sfere inferiori di natura animale dell’essere umano:sopravvivenza, sessualità e potere, dovranno essere istantaneamente allineate con quelle superiori: comunicazione, visione e intuizione. Queste, avendo come comune denominatore la via del cuore, ovvero l’empatia con gli altri esseri, rappresentano un ologramma in cui una parte contiene in embrione il tutto, nel passaggio dal microcosmo al macrocosmo, Metaforicamente potremmo immaginare di voler assaggiare una minestra per conoscere il sapore sentendoci obbligati a mangiarla tutta. È sufficiente assaggiare una piccola razione per conoscere il sapore di tutta la zuppa.

Ciò che è nel grande, è anche nel piccolo. L’universo è nell’assoluto, nella stessa architettura di un frattale, che rappresenta se stesso all’infinito. Rimanere centrati sulla propria divinità interiore ponendo attenzione solo verso chi risponde nella stessa maniera, è la sola via che conduce diritti verso la libertà per uscire dal caos del mondo destinato a crollare. Seguire quindi un’individualità consapevole che ci permetta di condividere un sentimento di amore incondizionato verso coloro che sanno aprirsi alla via maestra.


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